Il Castello e le sue sale
Il Castello Inferiore di Marostica è uno splendido esempio di architettura militare medievale
Piano Terra
La visita al castello inizia oltrepassando il ponte in pietra che ha sostituito il vecchio ponte levatoio, eretto sul fossato che si narra fosse abitato da un coccodrillo portato nel XVI secolo dal marosticense Prospero Alpini (medico e viaggiatore). Il coccodrillo imbalsamato oggi è conservato nella storica farmacia che si trova in Piazza Castello.
Entrati dal portone chiodato riferibile ad epoca seicentesca, si accede prima al Vano di Difesa dove è presente sul muro di sinistra un frammento di affresco (sinopia) raffigurante l’assedio ad un castello e sulla parete opposta il bassorilievo bronzeo opera di Gigi Carron “Marostica città di cultura”. A destra si accede alle due sale oggi sede dell’Associazione Pro Marostica e Ufficio Informazioni turistiche.
Si entra poi nella Corte d'Armi, circondata da un loggiato di pilastri in laterizio, sulla quale si affacciavano le sale destinate alle attività servili del Castello (stalla, cucina, magazzino, ecc...), ora sede del Museo Internazionale degli Scacchi.
La Sala Maggiore è decorata in prossimità del soffitto con una fascia riportante gli stemmi delle città residenti e il gruppo scultoreo, opera di Luigi Ferrari (1884), raffigurante il Doge Francesco Foscari inginocchiato dinanzi al Leone di San Marco.
Tornati sul Loggiato a settentrione, si trovano sulle pareti gli affreschi di S. Antonio Abate benedicente e S. Cristoforo con Gesù Bambino sulla spalla (XIV secolo). Tra le decorazioni floreali delle pareti settentrionali, si possono ancora notare alcuni elementi architettonici provenienti dalla Chiesa di S. Sebastiano (XV secolo) ora in rovina: una bifora e un portale con iscrizione. Nelle pareti del portico orientale si intravede il frammento di un affresco rappresentante una barca che ricorda la deviazione del Brenta ad opera dei Visconti.
Al centro della Corte si nota il Pozzo, in pietra di Asiago del XV secolo, e poco distante una lapide affissa al Mastio ricorda i quattro partigiani uccisi nel 1944 dai nazisti.
Lo scalone a sud conduce al Primo piano, da qui si può accedere al Mastio, al Sottotetto e più su al Camminamento di ronda del castello.
1° Piano
Giunti al 1° piano entriamo nelle sale:
La Sala del Consiglio: sede del potere veneziano per secoli, presenta sulla parete a nord di destra un coro ligneo intagliato proveniente dalla Chiesa di S. Rocco (XVI secolo). Parati floreali trecenteschi decorano le pareti, mentre sulla sinistra campeggiano due grandi stemmi nobiliari tardo rinascimentali. Sulla parete orientale, in alto, una iscrizione latina suggerisce l’esistenza di una cappella, voluta dal podestà Nadal (1666). Presso la grande vetrata della sala, realizzata con oltre 150 elementi piombati, probabilmente stava l’altare. Nelle sale che seguono ha sede la Mostra permanente dei costumi della Partita a scacchi, una mirabile collezione di abiti, riproduzioni perfette dell’abbigliamento in uso alla fine del ‘400, e alcuni strumenti musicali del tempo. La prima edizione della Partita a scacchi a personaggi viventi si svolse nel 1923, e venne organizzata dall'Associazione studentesca sotto la guida di Francesco Pozza, studente di chimica. L'evento rappresentato nella Piazza Umberto I° (ora Piazza Castello) ottenne un grande successo ma, successivamente, a causa degli eventi bellici, la Partita non venne più replicata. Dopo la guerra, nel 1954, venne restaurata la Piazza e, in memoria della Partita del 1923, sulla pavimentazione in marmo venne realizzata una grande scacchiera di colore bianco e rosso. Nel frattempo, si costituì un Comitato per riproporre la Partita a scacchi a personaggi viventi e venne affidato all'artista, architetto e regista Mirko Vucetich l'incarico per la regia teatrale dello spettacolo. La Partita ebbe luogo il 12 settembre 1954 e da allora si ripete ogni due anni nel mese di settembre.
Astanteria: sala d’attesa così utilizzata fino al XIX secolo. Al centro è esposta una preziosa scacchiera degli anni ‘80 in porcellana e oro realizzata da Luigi Serafin.
I pannelli alle pareti riportano frasi e citazioni dello spettacolo della partita a scacchi. Il pavimento è in cotto e lungo il perimetro del soffitto una modanatura a scacchi riproduce un vessillo di guerra.
La Sala d’onore: residenza del podestà, spicca il grande camino e l’affresco della Madonna con bambino attribuito a Bartolomeo Montagna. Le sagome di Taddeo Parisio podestà e della figlia Lionora, i cartonati dei costumi dell’araldo, del cerimoniere e due nobiluomini, gli schizzi dei comici, i costumi dei suonatori di chiarina e tamburo.
La Sala della Pretura: sede della Pretura veneziana e dal 1850 anche austriaca. Oggi ospita oggetti della Partita a scacchi, e racconta gli inizi dello spettacolo: il sorvolo della piazza di D’Annunzio del 1923, e l’inserimento della scacchiera sul “liston” veneziano della piazza nel 1954. A destra i registi della Partita a scacchi. Al centro i manichini con il costume di scena del regista e l’armatura del maestro di campo.
La Sala Podestarile: alloggio privato del podestà in epoca veneziana, poi sede del potere austriaco locale e di uffici militari e civili durante il regno d’Italia. Mappe storiche alle pareti e stemmi dei podestà veneziani, affresco della Madonna in trono con i santi Sebastiano e Rocco, cui a Marostica erano intitolati i conventi francescano e domenicano del XV secolo. Nella parete settentrionale il camino restaurato negli anni ‘30 del novecento.
Ora la sala interamente dedicata ai costumi di scena dei protagonisti e personaggi della partita, e oggetti di scena. Alle pareti pannelli con frasi del copione, disegni originali, trasferte. Prudenzia e Oldrada chiudono la mostra all’esterno.
In fondo al porticato le scale di sinistra permettono di risalire il Mastio, l'imponente torre del castello, che aveva uno scopo difensivo sviluppata in 7 piani, con 10 metri di lato e 34 metri di altezza, un tempo utilizzata come carcere pretorile e poi mandamentale. All’ultimo piano del mastio troviamo un servizio igienico originale "l'acquaio" risalente al XIV secolo, quattro finestre ad arco acuto disposte sui quattro punti cardinali danno luce alla stanza. Da qui si ha un visione panoramica a 360° .
La loggia settentrionale
Qui troviamo il busto del procuratore veneziano Giovanni Pisano, il podestà Antonio Donà, il procuratore Angelo Emo, stemmi di famiglie veneziane gentilizie. Un blocco in marmo riporta un’iscrizione votiva proveniente dalla frazione di Valle San Floriano, in onore del culto a Diana per conferma della ricca vegetazione del territorio in età romana.
La loggia orientale
Proseguono gli stemmi gentilizi dei podestà veneziani succedutisi nel governo di Marostica tra il del XV e XVIII. Due busti in pietra sono dedicati al medico Piazza e al medico botanico Prospero Alpini primo studioso del caffè, infine il cartiglio musicale che cela il rebus : "dopo mi chi temido? Doge ai" (dopo di me hai da temere il doge). Un'edicola riporta una lastra tombale di un personaggio dei Della Tavola.
2° Piano
Sala degli scudi e dei vessilli: restaurata nel 1934 oltre 500 mq con 10 capriate all’italiana. Utilizzata nel XVI-XVII secolo come magazzino e alloggio per il personale di servizio. Oggi si possono ammirare scudi e vessilli utilizzati durante la Partita a Scacchi a personaggi viventi.
Il Camminamento di ronda: delimitato da parapetti orlati da merli ghibellini a nord, guelfi a sud. Posto a 20 metri di altezza, da qui si può ammirare la città dall'alto, Piazza Castello e la veduta del Castello Superiore. Ai quattro angoli del camminamento si trovano quattro torri e sul prospetto sud è presente una bertesca cioè una struttura munita di feritoie ad uso difensivo.
L’antica campana ancor oggi presente, convocava un tempo il Consiglio.












