Comune di Marostica

Museo Internazionale degli Scacchi

Nel cuore della città di Marostica, il Castello Inferiore apre le sue porte a un viaggio affascinante attraverso storia, arte e cultura: il Museo Internazionale degli Scacchi, il più grande museo d'Italia dedicato al gioco degli scacchi.

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Il Museo

Nel cuore della città di Marostica, il Castello Inferiore apre le sue porte a un viaggio affascinante attraverso storia, arte e cultura: il Museo Internazionale degli Scacchi.

Le sale del museo sono localizzate al piano terra del castello e custodiscono opere provenienti da ogni continente: scacchiere antiche e moderne, pezzi unici realizzati con materiali preziosi, manufatti raffinati e opere d’arte che testimoniano la storia del gioco più universale di sempre. La collezione racconta come gli scacchi abbiano attraversato epoche e civiltà, trasformandosi in simbolo di strategia, creatività e dialogo tra culture.

Il percorso di visita vi condurrà passo dopo passo alla scoperta delle diverse sale, ognuna dedicata ad un’area geografica, per mostrare la straordinaria varietà con cui il gioco degli scacchi è stato interpretato nel mondo.

Che siate appassionati giocatori, studiosi o semplici curiosi, troverete nel museo un’esperienza unica, coinvolgente e suggestiva, capace di unire la dimensione ludica con quella artistica e storica.

Sala Ingresso

Entrando nella sala d’ingresso, lo sguardo viene subito catturato dalla maestosa scacchiera Double Gambit, frutto della collaborazione tra Armand Pierre Fernandez, noto come Arman, e Georges Boisgontier. Quest’opera iconica accoglie i visitatori e introduce al dialogo tra arte e gioco che caratterizza l’intero museo.

Nella stessa sala sono esposte esempi di scacchiere verticali, tra cui Scacchi d’asfalto di Francesco Garbelli, un autore contemporaneo  che affronta temi attuali come l’ecologia, la mobilità, la percezione e la semiotica dei segni.

Sala Europa

La Sala Europa è interamente dedicata alle opere e ai manufatti provenienti dal continente europeo e racconta l’evoluzione degli scacchi, dal loro arrivo dall’India nel VI secolo d.C. come Chaturanga fino ai giorni nostri.

All’interno della sala, lo Spazio Orologi presenta modelli che illustrano l’evoluzione tecnologica e artigianale degli strumenti di misurazione del tempo applicati agli scacchi, dalle creazioni eleganti e documentate di Hendrikus Koopman fino agli orologi elettronici di Digital Games Technology, tra i primi a introdurre innovazioni digitali.

Tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, soprattutto in Spagna e Italia, vennero consolidate le regole moderne del gioco, emergendo la necessità di standardizzare scacchiere e pezzi. Tra i modelli presenti nel museo si distinguono il set tedesco Selenus, precursore dei moderni pezzi standard, il francese Régence, riconoscibile per la forma ovoidale, e il modello inglese Staunton, che avrebbe definito lo standard moderno per i tornei internazionali.

Nel XVIII secolo gli scacchi si diffusero più ampiamente nella società, favorita dall’editoria e dalla nascita di nuovi spazi d’incontro come i caffè, che trasformarono il gioco in un’attività sociale accessibile a un pubblico sempre più vasto. Dal Regno Unito arrivarono sperimentazioni orientate all’accessibilità e all’innovazione, come In statu quo e Scacchi per non vedenti, mentre la sezione russa evidenzia il ruolo degli scacchi come strumento di propaganda e comunicazione ideologica, con opere come il set di Natalya Danko, Comunisti contro Capitalisti, e quello di Jeannine Hétreau, Cristiani contro Mori.

Lo spazio dedicato alla Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE) conserva simboli della storia recente, tra cui la cravatta dei campioni e una delle scacchiere delle Olimpiadi di Torino.

Sul versante artistico, la Sala Europa ospita pezzi significativi come la scacchiera in vetro acrilico di Victor Vasarely, rappresentante francese dell’Optical Art, e gli Scacchi Bauhaus di Joseph Hartwig, che introdussero geometria, semplicità e funzionalità nella Germania del XX secolo. L’area italiana completa il percorso europeo, mostrando come creatività, sperimentazione e innovazione continuino a caratterizzare la produzione di scacchi fino ai giorni nostri, sottolineandone la rilevanza artistica, culturale e sociale.

In questo spazio si ammirano anche opere uniche e sperimentali, come il set di Giò Pomodoro, con pezzi in acciaio inox e bronzo marino, e la spettacolare scacchiera di Enrico Baj, dove ogni pezzo assume un’identità propria.

Infine, un focus particolare è dedicato alla città di Marostica, celebre per la tradizione scacchistica vivente: tra le opere locali spicca la scacchiera attribuita allo scultore Toni Moretto, la cui copia fu donata al re Baldovino I del Belgio in occasione dell’Expo di Bruxelles del 1958.

 

Sala America e Africa

La Sala America esplora le diverse tradizioni scacchistiche del continente, mettendo in dialogo arte, design e cultura. La sezione introduce il contesto internazionale del gioco, evidenziando le connessioni tra Occidente e Oriente e il ruolo dell’America nell’evoluzione contemporanea degli scacchi.

Le opere grafiche di Andreas Paul Weber presentano il suo mondo visionario, che affronta temi politici e morali attraverso la metafora del gioco. Accanto a queste, Max Ernst e Man Ray portano un contributo surrealista e simbolico, aprendo nuove prospettive sul rapporto tra arte e gioco.

Uno spazio significativo è dedicato a Marcel Duchamp, figura chiave nel dialogo tra arte e scacchi. In mostra si trovano opere grafiche insieme a fotografie e documenti storici.

Il percorso prosegue con set di scacchi finalizzati al design e alla sperimentazione, con opere di Austin E. Cox e F. Lanier Graham, fino alle interpretazioni più pop e contemporanee di Keith Haring e Karim Rashid, dove il gioco si fonde con il linguaggio del colore, della forma e della comunicazione visiva.

La sezione dedicata all'Africa racconta la ricchezza e la varietà delle tradizioni scacchistiche e artistiche del continente, dove il gioco diventa espressione di cultura, identità e creatività collettiva. Le sculture dei Makondè, insieme ai set provenienti da Congo, Kenya, Rhodesia e Madagascar, mostrano come gli scacchi siano stati reinterpretati attraverso materiali, forme e simboli legati alla natura e alla vita quotidiana. Le opere dedicate alla fauna africana e ai figurativi locali riflettono l’unione tra arte e spiritualità.

 

Sala Asia

La Sala Asia accompagna il visitatore in un affascinante viaggio attraverso la ricchezza e la varietà delle tradizioni scacchistiche del continente, dove il gioco diventa al tempo stesso arte, simbolo e linguaggio universale. Il percorso mette in luce sperimentazioni artistiche, storiche e concettuali, mostrando come gli scacchi si siano evoluti in forme differenti, dalle rappresentazioni minimaliste e astratte alle varianti tipiche della cultura cinese e giapponese.

In questa sala, l’Oriente si racconta attraverso il dialogo tra estetica e filosofia: ogni set diventa un microcosmo che riflette valori, miti e rituali propri delle società che lo hanno creato. Nel Sud-est asiatico, in particolare, il gioco degli scacchi si intreccia con tradizioni popolari e leggende antiche, assumendo forme e regole uniche che parlano di identità e appartenenza.

Un’area tematica è dedicata alla guerra e alla memoria, dove gli scacchi costruiti a mano dai soldati, con materiali di fortuna come piombo, cartone o legno di recupero trovati nelle trincee o nei campi di prigionia, raccontano storie di resistenza, ingegno e desiderio di lucidità anche nei momenti più drammatici.

La sala esplora anche il ruolo del gioco come strumento politico e culturale: durante i regimi del Novecento, come quello nazista e sovietico, gli scacchi vennero trasformati in mezzi di propaganda, orgoglio nazionale e affermazione ideologica, a testimonianza della loro potenza simbolica.

 

Spazio Donatori

Infine troviamo lo Spazio Donatori, dove il museo accoglie opere e scacchiere provenienti da collezioni private, creando un dialogo continuo tra passato e presente. Ogni donazione arricchisce la storia condivisa del museo e diventa parte di un racconto collettivo in continua evoluzione. Chi possiede un set particolare o carico di memoria è caldamente invitato a contribuire: ogni scacchiera può raccontare un frammento di cultura.

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